La situazione oggi

Comitato per l'ospedale della Martesana

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Ospedale di Cassano d'Adda (Riabilitazione) 

ex-Ospedale di Vaprio d'Adda

(Ospedale di comunità)

 

ex-Ospedale di Gorgonzola

(Ospedale di comunità)

Ospedale di Melzo 

(Ospedale per acuti)

Ospedale di Cernusco s/N.

(Ospedale per acuti) 

L’ASST Melegnano e Martesana è l’aggregazione di due territori, scarsamente integrati a causa della viabilità e del trasporto pubblico: il Melegnanese e la Martesana, che insieme contano 654.000 abitanti.

 

Nel Melegnanese, per una popolazione di 307.000 abitanti è presente l'Ospedale di Vizzolo Predabissi (MI), un ospedale di primo livello con DEA (Dipartimento di emergenza e accettazione), 264 posti-letto ordinari, 20 di day hospital e 17 specialità di I° livello.

 

Storicamente, nel territorio della Martesana (347.000 abitanti) sono presenti 5 piccoli ospedali di zona: a Cassano d'Adda, Vaprio d'Adda, Melzo, Gorgonzola, Cernusco sul Naviglio. Oggi solo 2 continuano ad operare come ospedali per acuti (Melzo e Cernusco s/N) e 1 di riabilitazione (Cassano), mentre i presidi di Vaprio e di Gorgonzola saranno riconvertiti in Ospedali di comunità. I due ospedali per acuti contano 258 posti-letto e coprono solo 12 specialità. Mancano diverse divisioni, per cui i cittadini sono costretti a rivolgersi altrove. Il loro funzionamento si è molto degradato dopo la pandemia di Covid 19 e lascia a desiderare.

Perché?

1. Vetustà. Le 5 strutture ospedaliere sono ormai vecchie – sono state costruite tra il 1950 e il 1970 – richiedono continue manutenzioni e sono di concezione ormai superata. Riguardo ai due ospedali per acuti, a Cernusco non c’è possibilità di espansione e a Melzo di sopra-elevazione. Serve quindi una nuova struttura nella Martesana.

2. Frammentazione e bassa specializzazione. Nati come “ospedali di circolo” con 4-5 specialità di base, oggi sono presenti 12 specialità, 5 delle quali sono duplicate nelle due strutture di Melzo e Cernusco. Non c’è un DEA in tutta la Martesana, nonostante gli accessi ai PS di Melzo e Cernusco superino del 55% quelli di Vizzolo Predabissi. La casistica trattata è di relativo basso livello. Fare funzionare due strutture è molto più dispendioso che un’unica struttura. Il nuovo ospedale dovrà essere anche unico.

3. Diminuzione di posti-letto. Si sta assistendo ad una continua diminuzione di posti-letto: l’ospedale di Melzo è passato da 148 p.l nel 2018 a 112 e quello di Cernusco s/N da 153 p.l. a 116. Nell’insieme, in cinque anni, si sono persi 73 p.l., tra cui la chiusura del punto nascite a Cernusco e il reparto di psichiatria a Melzo.

4. Fuga. Solo il 25% dei residenti in Martesana si ricovera nei due ospedali di Melzo e Cernusco. Stante la situazione, il 75% si ricovera in altri ospedali, pubblici e privati, delle provincie di Milano, Bergamo, Monza e Brianza. Mancano il DEA (Dipartimento di emergenza e accettazione) e diverse specialità di I° livello. Dati più recenti darebbero un tasso di fuga dell’80%. Facilità di comunicazione e forte presenza del privato accreditato hanno agevolato questa situazione.

5. Perdite di bilancio. Da oltre vent’anni il bilancio dei due ospedali si chiude con una perdita di 30-35 milioni all'anno che, cumulati nel tempo, portano ad un passivo di 600-700 milioni di euro. I ricavi dell’attività caratteristica (ricoveri e specialistica ambulatoriale) coprono solo circa i 2/3 del totale, vale a dire i soli costi del personale. La perdita è risanata dalla Regione Lombardia, come per molte ASST.